ACHTUNG binational BABIES! La psicologia giuridica del cognome tedesco

IL PATTO SOCIALE - 15/09/2015

Negli articoli precedenti di questa rubrica abbiamo affrontato diversi aspetti dell’inumano diritto di famiglia tedesco. Per esempio abbiamo visto come, in caso di genitori non sposati, la madre tedesca possa cambiare il cognome del bambino senza neppure rivolgersi al tribunale, anche se il padre italiano ha riconosciuto il figlio e gli ha dato il suo cognome.

La vicenda di cui parliamo oggi è però ancora più incredibile e ancora più emblematica di come il sistema tedesco copra ogni abuso e violazione dei diritti dei minori con il “mantello” del “bene del bambino”. E’ la storia di una cittadina non tedesca, madre di due bambini binazionali. La donna, pur non essendo sposata e avendo dunque diritto alla potestà esclusiva decide, per il bene dei suoi figli, un maschio e una femmina, di condividere questo diritto con il suo compagno, cioè con il padre dei bambini. Ben presto però la relazione volge al termine e il padre, con uno stratagemma, lascia che la madre faccia rientro al suo paese insieme al figlio maschio, ma trattiene in Germania la bambina. Da questo momento, per impedire la relazione madre-figlia, il padre rinuncia anche ai contatti con suo figlio. Trascorrono anni nei quali la madre, preoccupata per la figlia, ma anche per l’interruzione dei contatti tra fratelli e tra il figlio e il padre, cerca di mantenere i contatti, almeno telefonici. Nel frattempo il padre ha sposato una donna tedesca e ha preso il suo cognome, rinunciando al proprio. Da allora e fino ad oggi la situazione è dunque che i due fratelli hanno il cognome della madre, dunque un cognome straniero, non tedesco, mentre il padre porta il cognome della donna che ha sposato. La legge tedesca prescrive che in caso di responsabilità genitoriale congiunta – ed è il caso di cui stiamo parlando – non si possa cambiare il cognome del minore senza l’accordo di entrambi i genitori, ma …. C’è sempre un “ma”. C’è sempre la legge, ma anche la sua applicazione e soprattutto c’è un genitore tedesco ed uno straniero. In questi casi la legge viene sempre distorta nella sua applicazione. L’accordo del genitore contrario al cambiamento del cognome può essere infatti sostituito dalla decisione del giudice che autorizzerà il cambio del cognome se questo è conforme al “Kindeswohl”, il bene tedesco del bambino. A chi non ha sufficiente dimestichezza con il sistema tedesco apparirà inverosimile, invece, per il giudice tedesco, portare un cognome straniero è sempre pregiudizievole e, al contrario, è sicuramente conforme al bene tedesco del bambino il fatto che due fratelli abbiano due cognomi diversi e soprattutto che la bambina porti il cognome della donna che sposato suo padre e che non è sua madre. C’è di più. I tedeschi, che devono sempre dar l’impressione di tutelare in modo eccellente i minori, anche compiendo atti di questo tipo, si preoccupano persino di dare una “copertura” psicologica a questi abusi: per essere certo di vincere la causa, il padre dovrà semplicemente premunirsi della dichiarazione di uno psicologo che attesterà che la bambina, che frequenta la scuola elementare, desidera cambiare il suo cognome, che il cognome straniero le causa imbarazzo e che con il rapido cambio del cognome la sua vita sarebbe decisamente più serena. Così sta facendo questo padre. Pare che anche gli insegnati e lo psicologo scolastico la pensino come lui e lo sostengano. Psicologia tedesca.

Marinella Colombo
Membro della European Press Federation
Responsabile dello « Sportello Jugendamt » dell’associazione C.S.IN. Onlus
Membro dell’associazione Enfants otages